La produzione artistica veneta ha offerto una quantità di capolavori straordinaria all’umanità e i nostri artisti hanno segnato le epoche d’oro delle arti figurative, dalla pittura all’architettura e alla scultura. La conoscenza del patrimonio artistico è uno degli aspetti imprescindibili per la formazione di una coscienza di popolo solida e ben radicata e ai Veneti questo purtroppo manca, vuoi perché vengono fatti passare per “italiani” i nostri autori, vuoi perché la mentalità contemporanea tende a privilegiare solo la fruizione consumistica da turismo di massa del patrimonio, omettendo i significati e i valori espressi da ogni opera d’arte perché questi rimandano a un immaginario morale che appartiene a una società diversa da quella che l’ideologia oggi imperante, consumistica e relativista fino al nichilismo, vuole imporre.
Compito primario di Pagine Venete sarà pertanto quello di andare alla scoperta dell’arte presente sul nostro territorio e anche di quella trafugata, in particolar modo dai francesi che ci invasero nel 1797 togliendoci l’indipendenza plurisecolare di cui speriamo di riappropriarci.
L’opera forse più famosa, per prestigio e per collocazione al Louvre di Parigi, è “Le nozze di Cana” del Veronese, al secolo Paolo Caliari, ma sono tante altre quelle che non tornarono in patria e che arricchiscono i musei mondiali e perfino italiani, benché le sedi naturali ove furono inizialmente collocate e per le quali erano state concepite siano tuttora esistenti e abbiano ancora lo spazio vuoto, oppure occupato da una copia.
Sensibilizzare i nostri lettori sarà un modo per renderli attivi e per coinvolgerli non solo culturalmente, ma anche attivamente con iniziative concrete, nella riappropriazione e nel recupero spirituale e finanche materiale del nostro patrimonio veneto.