di PIERO ZANCANARO

Ho letto con molta attenzione questo libro (AUTONOMIA, DIFFERENZIAZIONE, RESPONSABILITÀ- Numeri, principi e prospettive del regionalismo rafforzato di Andrea Giovanardi e Dario Stevanato, ed. Marsilio 2020), che dovrebbe diventare il manuale – certo il manuale in senso universitario, non nel senso di Bignami – per tutti coloro che si trovano ad affrontare a livello amministrativo, politico o anche solo di discussione culturale il problema dell’autonomia/del federalismo e/o della secessione.

Il libro è scorrevole nonostante la mole di dati e le necessarie interruzioni che richiedono le note che, nel loro complesso, rappresentano quasi una sorta di “libro nel libro”.

Il vero plus di questo testo è costituito dal fatto che fa una raccolta sistematica e senza sconti di tutte le critiche che sono state mosse all’autonomia differenziata e le smonta una ad una con argomenti, dati e tabelle inoppugnabili.

Il testo è sostanzialmente diviso in tre parti: la prima, dove si fa una storia dei trasferimenti dalle tre regioni richiedenti allo Stato centrale e quindi alle regioni più “deboli” degli ultimi vent’anni (le cifre sono veramente mostruose), ma dove si dà anche conto degli effetti pressoché nulli che questi ingenti trasferimenti di risorse dalle tre regioni traino della penisola italiana alla zavorra della stessa hanno determinato; una seconda parte, quella forse più tecnica, dedicata ai principi costituzionali e normativi che regolano il finanziamento dell’autonomia differenziata una volta che dovesse venire concessa; la terza parte è la puntigliosa cronaca dei tentativi susseguitisi da marzo 2018 ad oggi per riuscire a “portare a casa” da parte della regione Veneto l’autonomia differenziata che i cittadini veneti hanno chiesto con maggioranza plebiscitaria in occasione del referendum del 22 ottobre 2017.

Due annotazioni su tutte: l’aspetto più interessante dal punto di vista politico di questo libro, non è solo la descrizione scientifica della sistematica spoliazione delle tre regioni richiedenti, a favore delle regioni malgovernate del sud Italia, e nemmeno la constatazione degli effetti pressoché nulli che tali ingenti trasferimenti hanno determinato.
L’aspetto più inquietante dal punto di vista politico-economico è la constatazione di come ormai questo sistema non sia più sostenibile, non solo dalle tre regioni, ma dall’Italia tutta, pena il tracollo economico di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto e quindi dell’Italia intera nel giro di pochi anni ancora.

Infine una annotazione personale: credo che chiunque sia favorevole all’autonomia differenziata, leggendo attentamente questo libro e ragionandoci sopra, non potrà che prendere atto della impossibilità di fronte ad uno Stato criminale retto da una classe dirigente predatoria e abituata alla razzia sistematica dei territori più ricchi, di ottenere qualsiasi forma ulteriore di autonomia. Dobbiamo lottare per un Veneto veramente libero ed indipendente!