Proponiamo l’intervento dell’avv. Renzo Fogliata sulla strana querelle scatenata dalle approssimative parole del Sindaco Brugnaro sull’origine di Venezia, ripreso dagli altrettanto strani distinguo di persone probabilmente altrettanto confuse.

di RENZO FOGLIATA

“Che il Sindaco abbia affermato una stravaganza, laddove accenna ad un non meglio precisato ritorno estivo alle proprie terre dei Veneti che fondano Venezia, è fuor di dubbio.
Che, tuttavia, la storia di Venezia sia l’apogeo di una più ampia storia veneta è altrettanto fuori di dubbio.
In ciò, nulla vi è di riduttivo e, anzi, negarlo è sconcertante. Che Omero citi solo due popoli ancora esistenti, i Greci e i Veneti, è un fatto.
Che, secondo gli antichi, Romani e Veneti, come ricorda Tito Livio, vantassero radici comuni scaturenti dalle vicende della Troade e che questa tradizione probabilmente contribuì alla loro secolare relazione di Amicitia, è ancora un fatto.
Che siano stati Veneti in fuga, integratisi con gli abitatori originari, a creare il miracolo che diverrà il Dogado è sempre un fatto.
Nessuna – nessuna! – fonte veneziana lo nega. Al contrario. Ancora a fine ‘700 Jacopo Filiasi pubblicava quello che, da questo punto di vista, può essere considerato il sunto definitivo: Memorie storiche dei veneti primi e secondi, laddove, in sintesi, i Primi sono i Veneti antichi ed i Secondi i Veneziani. Venetus si firmava Carpaccio. Avvocato Veneto, Carlo Goldoni. Armata Veneta, Diritto Veneto, Stato Veneto e così via. Il toponimo stesso Venetia indicava in origine l’intera regione.
I territori dei Veneti antichi corrispondono a spanne alla Decima Regio. E questa, miracolosamente, corrisponde a spanne allo Stato Veneto espanso nel Quattrocento.
Ovvio che Longobardi, Franchi, Impero germanico, avessero poi scavato un profondo solco tra terraferma e lagune. Ma questo non elide una nobilissima origine comune, veneta e romana, sola fonte della stirpe veneziana.
Negare l’esistenza di un popolo ed una lingua non è storiografia, ma politica. La stupefacente espansione tra i dogadi di Michele Steno, Tommaso Mocenigo e Francesco Foscari altro non fu che una grande opera di riunificazione di una terra e di un popolo che la abitava già 1500 anni prima di Cristo.
Ed è vero: non furono alleanze; ma quasi sempre dedizioni sì, in una secolare prosperità comune abbattuta solo dalla barbarie bonapartista.”