Dal 26 aprile 2021 riaprono i musei, la cui chiusura ha rappresentato una delle abiezioni più oscene delle misure restrittive del Governo per l’emergenza sanitaria, soprattutto in relazione al contemporaneo periodo di apertura di alcune catene della grande distribuzione nei cui centri commerciali è stato possibile recarsi fino ad ora.

Tra i luoghi museali di maggior pregio dei territori veneti c’è senza dubbio la Cappella degli Scrovegni a Padova, all’interno della quale è possibile ammirare i capolavori trecenteschi di Giotto.

Costruita a inizio XIV secolo per iniziativa di Enrico degli Scrovegni, figlio del ricchissimo usuraio Rinaldo (o Reginaldo) citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia nel girone infernale degli usurai, era una cappella privata e mausoleo familiare consacrata a Santa Maria della Carità. Giotto vi lavorò tra il 25 marzo del 1303 e il 25 marzo del 1305, periodo durante il quale fu brevemente papa (ottobre 1303 – luglio 1304) il veneto Benedetto XI, il quale stabilì che l’indulgenza sarebbe spettata a chi visitasse la cappella.

L’aula si presenta interamente affrescata su tutte e quattro le pareti. Giotto stese gli affreschi su tutta la superficie, organizzati in quattro fasce dove sono composti i pannelli con le storie vere e proprie dei personaggi principali divisi da cornici geometriche. La forma asimmetrica della cappella, con sei finestre solo su un lato, determinò il modulo della decorazione: una volta scelto di inserire due riquadri negli spazi tra le finestre, si calcolò poi l’ampiezza delle fasce ornamentali per inserirne altrettanti di eguale misura sull’altra parete. Il ciclo pittorico, incentrato sul tema della salvezza, ha inizio dalla lunetta in alto sull’Arco Trionfale, quando Dio decide la riconciliazione con l’umanità affidando all’arcangelo Gabriele il compito di cancellare la colpa di Adamo con il sacrificio di suo figlio fatto uomo. Prosegue con le Storie di Gioacchino ed Anna, ovvero i genitori della Madonna secondo scritti apocrifi (primo registro, parete sud), le Storie di Maria (primo registro, parete nord), ripassa sull’Arco Trionfale con le scene dell’Annunciazione e della Visitazione, cui seguono le Storie di Cristo (secondo registro, pareti sud e nord), che continuano, dopo un passaggio sull’Arco Trionfale (Tradimento di Giuda), sul terzo registro, pareti sud e nord. L’ultimo riquadro della Storia Sacra è la Pentecoste. Subito sotto si apre il quarto registro con i monocromi dei vizi (parete nord) e i monocromi delle virtù (parete sud). La parete ovest (o controfacciata) reca il grandioso Giudizio Universale, uno dei dipinti più famosi dell’umanità.

La prenotazione rimane obbligatoria, tuttavia telefonando al call center (tel. 049 2010020) è possibile avere tutte le informazioni per programmare una visita anche in tempi rapidissimi. Cosa consigliabile per chi non avesse perso la fame di cibo spirituale, come la cultura, e non avesse ancora beneficiato della visione di cotanta bellezza in uno dei luoghi che dà lustro al Veneto davanti al mondo intero.