di ALESSANDRO TRENTIN

L’e-commerce in Italia cresce del 15% anche quest’anno in termini di volumi d’affari con un valore di acquisti che sfiora i 27 miliardi.

Nei Paesi sviluppati, l’acquisto online ormai rappresenta un mercato consolidato destinato a cresce a ritmi sostenuti ma non rappresenta una novità assoluta se pur ancora stupefacente.

Immaginiamoci di tornare indietro di 15-20 anni e pensare alle scelte che avremmo fatto nei nostri portafogli.

Avremmo inserito aziende dedicate all’ e-commerce e sviluppo (uno non esiste senza l’altro) di reti sempre più veloci di connessione?

Oggi titoli come Amazon sono famosi e il loro business ben definito e anzi già in fase di diversificazione come l’offerta “entertainment” con la piattaforma Prime Video e la produzione di film.

ma se tornassimo indietro, ripeto, li acquisteremmo? Credo che nessuno possa rispondere negativamente a questa ipotesi del tutto fantasiosa perchè non si può viaggiare indietro nel tempo, ma si può per esempio azzardare che questo trend secolare si possa ripetere con la stessa ampiezza se non superiore nei mercati che ancora hanno arretratezza nei sistemi informatici e di connessione.

Insomma il futuro del nostro recente passato si può ripetere nei mercati emergenti soprattutto africani.

(fonte dcommerce) “Ma nelle economie emergenti, il commercio elettronico è destinato a registrare un vero e proprio boom, dove si prevede da qui al 2022 una crescita sostenuta degli utilizzatori di smartphone, che sarà un fattore abilitante per l’impennata delle vendite di beni e servizi online. A prevederlo è una recente ricerca di The Boston Consulting Group, che parla di una crescita degli utenti internet in quelle regioni dai 2,1 miliardi di persone del 2017 ai tre miliardi del 2022, pari a tre volte il numero degli utenti attivi nelle economie sviluppate. Di conseguenza il valore della spesa influenzata dalla rete si aggirerà intorno ai 4mila miliardi di dollari”

Ma quali aziende scegliere in questo settore così difficile?

Vale la pena di fare stock picking e quindi avventurarsi nella selezione singola con le informazioni magari trovare su google?

Lo sconsiglio.

Esistono selezioni di fondi attivi ma anche alcuni ETF passivi a costi davvero molto competitivi, disponibili come è noto a tutti, per essere “inside” the next boom.

Senza svelarne il nome, propongo invece la composizione di un indice che registra la crescita di questo settore proprio in questi Paesi (e non solo) appena elencati.