di SIMONE GRAZIANI

Fino alla metà degli anni ’90 il Veneto si caratterizzava per la presenza di diverse realtà bancarie locali, solide e distribuite capillarmente sul territorio, che fungevano da volano per l’economia locale. Tra queste, solo per citare alcuni nomi, tra le più famose ricordiamo la Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno, oppure la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, o la Cassa di Risparmio di Venezia, Cassa Marca nel trevigiano e la Popolare di Vicenza.

Durante la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 abbiamo però assistito a fusioni tra banche, più dettate dalla fretta che dalla logica, del timore della discesa in campo di grosse banche straniere, pronte ad acquistare le banche italiane. Il tessuto bancario Veneto è andato via via diminuendo, per compensare il fallimento di alcune grosse banche ex statali e per incapaci del tessuto locale di fare squadra, fino ad arrivare ad oggi, dove nessuna grande banca o di medie dimensioni ha la propria sede generale in Veneto. Si è ottenuto uno scollamento tra il territorio e la sua economia

Le piccole e medie banche locali hanno sempre avuto un ruolo dominante nel nostro sistema economico, in quanto hanno potuto agire da volano per la crescita di imprese di medie e piccole dimensioni, le quali altrimenti rischierebbero di sparire. La banca funge da valido socio iniziale, nell’apporto di denaro a rafforzare il capitale delle imprese. La vicinanza tra banca locale e piccola e media impresa (PMI) porta a molteplici vantaggi sia per la banca che per l’impresa. Per la banca, il beneficio sta nel valutare con maggiore precisione i rischi per le somme affidate ed essere riconosciuta nel territorio dove opera, mentre le PMI trovano un valido aiuto economico per la loro crescita futura, un partner strategico per poter crescere di dimensione.

Alla luce di quanto sopra descritto, il Veneto ha bisogno di ripristinare quanto prima un suo sistema bancario locale, sotto la supervisione di una banca d’affari Veneta, che svolga il ruolo che ha svolto in Italia per anni Mediobanca, ovvero un ruolo strategico di utilizzo del denaro raccolto dalle banche Venete, per metterlo a disposizione dei gruppi industriali. Il tessuto di piccole e medie imprese, che dà linfa vitale alla grande impresa ma anche al territorio, deve essere maggiormente tutelato e aiutato, altrimenti i decenni di crescita economica, avvenuti tra l’inizio anni ’60 fino alla fine del secolo scorso, verranno in pochi anni azzerati. Già adesso è in atto un processo di deindustrializzazione anche in Veneto, con molti capannoni vuoti e sfitti, senza che nel contempo stia avvenendo un passaggio di trasformazione e di creazione di nuovi lavori e di nuove realtà.