di DANIELA BALDORIA

Se noi cadremo, il mondo intero cadrà con noi.

Quante volte pensiamo che le nostre piccole scelte, relative alle nostre insignificanti vite, non facciano poi molta differenza in questo mondo.

Pensate a quanto accadde l’11 Settembre 1683. Vienna minacciata. I Turchi alle porte. Le fondamenta dell’Europa che tremavano e rischiavano di cedere per sempre.

Un esercito impaurito, che non credeva di poter vincere contro quelle orde inferocite che si erano promesse di distruggere una civiltà creata in tanti secoli.

Una civiltà che ha saputo fondere in modo egregio il pensiero Cristiano e quello Greco, che ha plasmato sé stessa spinta da quell’anelito alla perfezione ed alla bellezza, mettendo al centro di tutto l’Essere Umano, la Fede, la sete di elevazione. Che ha compiuto sì molti errori, ma che forse proprio davanti alle grandi sfide ha saputo ritrovare sé stessa.

Un frate, Marco d’Aviano, proveniente da quella Serenissima Repubblica che di eroi ne ha visti tanti. Uomo dal grande coraggio, dall’enorme saggezza e dal cuore forte.

Un frate, un esercito di uomini, una Croce.

Poteva essere la fine. Invece fu una grande vittoria. Le sue parole seppero infondere audacia e speranza:

Se Vienna cadrà, anche Roma cadrà, e se Roma cadrà, anche Santa Madre Chiesa cadrà…difendete la vostra fede! Così in futuro anche i vostri figli saranno liberi in Cristo! Liberi di amare Cristo!”

La loro vittoria è stata la salvezza dell’Europa intera. Da quell’11 Settembre (forse non a caso poi giorno dell’attentato alle Torri Gemelle) è dipesa la nostra libertà e ciò che siamo stati liberi di essere.

Fino ad ora.

Ma ora la gente ha paura. Ha così paura di perdere le piccole cose che è disposta, in cambio, a perdere tutto.

Il sacrificio delle cose importanti in favore delle inezie. La mancanza di stamina, di coraggio, di fede.

E come disse il Nulla nel film La Storia Infinita: “E’ più facile dominare chi non crede in niente. E questo è il modo più sicuro di conquistare il potere”.

Veniamo da un popolo, quello veneto, che per sfuggire alle invasioni si rifugiò in Laguna dando vita alla città più bella del mondo e alla forma di Governo più illuminata, tendente alla perfezione e giusta che sia mai esistita e che nessuno abbia mai potuto concepire sulla Terra. Da una stirpe di eroi che con il loro sangue hanno difeso la libertà, la loro indipendenza, la loro Fede, il loro modo d’essere, facendosi martiri e sopportando terribili supplizi. Abbiamo alle spalle pure un continente che mai si è piegato davanti alla minaccia dell’Impero Ottomano, e la maggiore delle volte fu proprio il Gonfalone di San Marco in prima linea e fu la nostra Repubblica a fornire la maggior parte degli equipaggiamenti.

Se avessero indietreggiato una sola volta, la storia dell’Europa sarebbe stata diversa.

Venezia indietreggiò, quella maledetta volta, corrotta ormai da infiltrazioni massoniche, e questo distrusse tutto il nostro mondo e ci ha condotti alla schiavitù odierna. Che non è solo l’umiliante sudditanza ad uno stato corrotto come l’Italia, sia chiaro, ma ad un intero sistema che da dietro le quinte ha diretto i giochi in tutto il mondo, mosso i suoi burattini, organizzato per quasi tre secoli il suo progetto di dominio totale e di distruzione della Civiltà.

Sia nell’accettare imposizioni che minano la libertà individuale e mettono a repentaglio la vita per paura di perdere i diritti ed il lavoro, o nel mettere da parte la propria fede per paura di creare disagio ad altri, oppure nel mollare la lotta per l’indipendenza-costi-quel-che-costi…è evidente che la pusillanimità, la tiepidezza, per non dire la codardia, hanno preso il sopravvento. La maggior parte di noi sopravvive convinto che la conseguenza della sua azione o non-azione si esaurisca con il compiersi dell’azione stessa, e non vede che invece ogni piccola o grande scelta che facciamo, si ripercuote su tutti gli altri, sulla società in cui viviamo, ma ancor di più sulle generazioni a venire.

Se Marco d’Aviano fosse qui cosa direbbe? Forse guarderebbe in alto, scusandosi con Dio, leverebbe le tende andandosene dalla disperazione.

“Non ti curar di lor, ma guarda e passa”.

Daniela

Cappuccino e cornetto: alla salute del beato Marco d'Aviano! « Pane &  Focolare