di DANIELA BALDORIA

Il 19 Marzo 1474 venne promulgato nella Repubblica di Venezia lo Statuto dei Brevetti.

Conscia del valore dei propri uomini, del loro ingegno e delle invenzioni di cui furono capaci, la Serenissima decise di proteggere l’eccellenza che il suo popolo rappresentava: la saggezza, la capacità di osservazione e di analisi tramandata di padre in figlio, la capacità di trovare soluzioni ad ogni necessità che diventava un patrimonio. Un’attitudine che rese il popolo Veneto grande e riconosciuto ovunque per la sua genialità ed intraprendenza.

Il 19 Marzo 2021, in tutti i territori veneti inglobati dal Regno d’Italia, nel giorno in cui dovremmo festeggiare la Festa del Papà, assistiamo invece ad uno spettacolo tragico: una società messa in ginocchio dalla crisi economica, e da quella morale.

L’intraprendenza abortita a causa della pressione fiscale, del continuo “chiudere un occhio” da parte del governo davanti alle grandi evasioni delle multinazionali, chiedendo in cambio sacrifici ai propri cittadini.

L’identità di un popolo inabissata nella vergogna impostaci dalla propaganda dello stato dominante.

Un’istruzione non sufficiente a formare i nostri giovani, né a livello intellettuale, né a livello pratico, creando generazioni incapaci di tracciare una strada, trovare un lavoro o un proprio posto nel mondo.

Il ruolo della famiglia sostituito da quello degli insegnanti, e quello degli insegnanti rimpiazzato man mano da tutorial, video e metodi di insegnamento virtuale, dimenticando che il legame affettivo ed il rapporto tra il “maestro” (non solo nel senso di insegnante) e l’apprendista o lo studente, è fondamentale per quest’ultimo. Infatti l’assimilazione di quanto deve essere insegnato, la maturazione di uno spirito critico, lo stesso sviluppo della nostra intelligenza dipende in gran parte dal fattore “affetto” tra genitore-figlio, insegnante-alunno, maestro-discepolo, eccetera.

Il migliore augurio che posso fare a voi padri quest’anno, quindi, è quello di utilizzare il tempo che queste restrizioni e DPCM ci “regalano”, per creare con i figli quel rapporto che forse mancava, per passare con loro del tempo ad insegnargli tutto quello che sapete fare. Portateli in garage con voi, o nel campo, o aprite un libro assieme a loro, fate quello che i vostri nonni fecero con i vostri padri.

Forse in questo momento così assurdo, possiamo ancora trovare un dono prezioso.

Buona Festa del Papà.