di DAVIDE LOVAT

I 21 parametri combinati hanno permesso al “Comitato Tecnico Scientifico” di sciogliere l’Oracolo: Veneto in zona arancione! Il Governo adempie zelante e decreta d’urgenza, con il DPCM che dà attuazione alla volontà della Dea Scienza, abdicando completamente alla funzione democratica della politica per lasciare il campo a quella tecnocratica della nuova teocrazia.

Inutile dire che il Presidente Zaia non ha altro da dire che “Obbedisco”, come un buon garibaldino o un buon alpino, o anche ormai un buon leghista, docile e ossequioso del tricolore.

L’effetto più dirompente che l’emergenza sanitaria ha prodotto in questi mesi è esattamente questo: la transizione da democrazia retta dalla politica a tecnocrazia retta da quello che il Potere definisce come Scienza incontestabile o, per usare le parole di Horkheimer, retta dallo “strapotere della Tecnica”.

I processi decisionali sono stati attribuiti agli “esperti” con la riduzione del politico a mera funzione esecutiva e la conseguente marginalizzazione del Parlamento in favore di un Governo al servizio dei nuovi sacerdoti e delle nuove vestali di Atena. Poco importa che questi non capiscano un tubo di economia, di psicologia dei singoli e delle masse, di sociologia, di Diritto e di diritti, che conoscano la Storia per averla studiata – forse – fino in quinta superiore e poi basta e, per questo, non si rendano conto degli effetti che sta causando la gestione della società come se fosse un reparto d’ospedale. Tutto ciò non conta: loro sono coloro che hanno accesso al Nuovo Sacro e se dicono “arancione” allora arancione dev’essere, anche se i ricoverati in terapia intensiva sono 300 in tutto il Veneto, anche se questo fa chiudere tante attività, disperare gli adolescenti, peggiorare i depressi, perdere il lavoro a migliaia di persone. Lo dice la Scienza, e se lo dice la Scienza buona camicia a tutti!

L’azione combinata con i media ha inoltre generato il terrore nelle persone che, negli ultimi 20 anni, hanno abbandonato la fede cristiana millenaria e quindi perso l’orizzonte trascendente che dà speranza e sicurezza nella vita e di fronte alla morte; una vita a una sola dimensione si preoccupa solo della sopravvivenza, senza dover fare i conti con l’idea del limite esistenziale. Pertanto l’incombenza della morte prostra e sottomette i soggetti così indeboliti e privati di ogni difesa, fino a farli accettare ogni sopruso, ogni violenta profanazione dei diritti costituzionali e umani, purché – ovviamente – ciò venga fatto in nome della Dea Scienza e per tramite dei medici, finalmente tornati al rango degli stregoni pagani, che riunivano nella propria persona la funzione di curatori con quella di sacerdoti e consiglieri del sovrano.

La proposta politica è sconcertante: a un Governo appiattito sulle posizioni dettate da quella che potremo chiamare “Internazionale Progressista” che domina a Washington come a Bruxelles, e pure a Parigi e Berlino, si contrappone solo a parole un’opposizione appecoronata su posizioni analoghe in materia sanitaria – vedi appunto Zaia e lo stesso Fedriga, restando nei territori della Venetia – e rintanata su discorsi rimasticati, sempre gli stessi: tasse, immigrazione, pensioni, sicurezza. Di offerte del tipo realmente liberale, oppure del tipo davvero popolare, non se ne vede una, anche a causa di leggi fatte apposta per impedire la presentazione di liste nuove che rappresentino istanze nuove, provenienti dal popolo e fuori dal controllo del Palazzo.

Al presente momento non si vede via d’uscita, mentre il Governo annuncia una stratta centralista contro ogni velleità autonomistica e dal sig. Zaia arrivi, per risposta, solo un belato un po’ stonato rispetto a quelli degli ultimi mesi, tutti in coro perfetto con quelli del Governo, a sua volta sottomesso alla Commissione Europea e a Ursula Von del Layen.

Ci stanno riducendo a gente che spera di finire in “zona gialla” o di venire vaccinata, affidando questa speranza, non più virtù cardinale, agli interpreti dell’Oracolo della Dea Scienza. Sovranità popolare? Sparita.