Società, Politica

Comunicato di ASENBLEA VENETA in difesa di don Floriano

Andrea Favaro
Andrea Favaro
Insegnante Andrea Favaro insegna Filosofia del diritto presso la Facoltà di Diritto Canonico " San Pio X" di Venezia ed è Direttore de "L'Ircocervo. Rivista elettronica italiana di metodologia giuridica, teoria generale del diritto e dottrina dello stato".
9 dicembre 2019 | 3 Minuti di lettura
Nei giorni scorsi, Don Floriano Pellegrini, un sacerdote nato e residente in veneto, ha serenamente espresso il disagio che prova, lui con altri, nel vedere ancora oggi il territorio che ama vessato dal guardiano di turno inviato da Roma.
Per tali ragioni, legate alla funzione (e non alla persona) del Prefetto, il sacerdote ha scritto una lettera aperta che non aveva alcun rilievo d’ordine teologico, liturgico, morale in senso lato.
Eppure tale posizione è stata oggetto di rimprovero da parte del Vescovo S.E. Mons. Roberto Marangoni, Ordinario della Diocesi di Belluno-Feltre, al cui clero risulta ascritto Don Floriano, a pieno titolo e senza limitazione o sanzione canonica (pubblica) alcuna.
 
Difatti, come emerge da un comunicato ufficiale del 6 dicembre 2019, la Diocesi prenderebbe le distanze dal tenore della missiva di Don Floriano, confermando rispetto e riverenza, nemmeno richiesti, per le autorità della Repubblica (italiana).Purtroppo il “comunicato” difetta di fondamento e pure di logica interna.
 
Partendo da questa, la Diocesi si espone in termini malconci prima chiarendo di non volere entrare nel merito di convinzioni politiche e poi azzardando un giudizio indebito e qualificando tali posizioni come fossero “frutto di ricostruzioni ideologiche e sterilmente nostalgiche”.
Risulta evidente la contraddizione e a noi basti solo rilevarla.
Il comunicato difetta pure di fondamento, visto che la Chiesa Cattolica non ha e non può avere (come insegnano il Catechismo della Chiesa Cattolica del 1993, il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa del 2003 e la storia di almeno due millenni) preferenza di sorta per uno o altro ordinamento che si mostri rispettoso della “persona” e dei paradigmi si sussidiarietà, solidarietà e bene comune. Non è dato conoscere cosa alberghi nella mente “politica” dell’autore del Comunicato o del Vescovo Marangoni che l’ha autorizzato, ma confidiamo possa riconoscersi coerente con gli insegnamenti della Chiesa, anche se il difetto di logica interno già evidenziato non ci rassicura del tutto.
 
Ad ogni buon conto a ogni veneto non deve preoccupare tale posizione “ufficiale” di una Chiesa prona al potente di turno, perché così è stato spesso nel corso della storia e, d’altra parte, perché la Chiesa sarà ugualmente prona e concorde nel momento in cui nel nostro territorio vi sarà un ordinamento diverso e maggiormente rispettoso del territorio e delle idee dei sacerdoti come Don Floriano.
 
Ci auguriamo che tale momento giunga presto.

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