Storia, Cultura, Società

Madonna della Salute e tradizioni venete

Davide Lovat
Davide Lovat
Giornalista Davide Lovat è nato a Feltre il 19 Dicembre 1971, ma da sempre vive a Creazzo vicino a Vicenza. Dopo la maturità scolastica conseguita nel 1990 e l’adempimento dell’obbligo militare di leva di un anno tra l’agosto del 1991 e del 1992 ha cominciato a lavorare e tra il 1993 e la fine del 2009 è stato prima agente immobiliare e poi imprenditore nel settore dell’intermediazione immobiliare. In questo periodo, a partire dal 1999 ha affiancato l’attività lavorativa allo studio e ha conseguito due lauree: la prima è la Laurea Magistrale in Scienze Politiche a indirizzo storico-politico, conseguita a pieni voti presso l’Università di Padova; la seconda è la Laurea in Scienze Religiose presso la Facoltà Teologica del Nord Est. Tra il 2010 e il 2017 è stato insegnante di liceo, dapprima al Liceo Brocchi di Bassano del Grappa e poi per 5 anni al Liceo Quadri di Vicenza. E’ autore di diversi saggi a contenuto teologico, filosofico, storico e politico, ha promosso e diretto la testata Veneto Vogue, tiene corsi e conferenze sul tema dell’autodeterminazione dei popoli, sulla storia e identità culturale e spirituale del popolo dei Veneti, sull’Unione Europea. Dal 2019 promuove lo sviluppo della testata PAGINE VENETE.
21 novembre 2019 | 1 Minuti di lettura

Oggi 21 novembre a Venezia si celebra quella che Veneziani e Veneti chiamano "Festa della Salute" che celebra il voto del Doge Francesco Erizzo del 21 novembre 1630 a seguito dell'epidemia di peste che colpì Venezia in quegli anni.
La festa della Madonna della Salute è una festa religiosa istituita dalla Repubblica Veneta nel 1630 e osservata solennemente in tutto il territorio della Serenissima fino alla sua caduta. Ha luogo il 21 novembre e ancor oggi si celebra spontaneamente nella città di Venezia, a Trieste e in moltissime città e paesi dell'antica Repubblica, nell'Italia, in Istria e in Dalmazia. La Serenissima infatti, per permettere alle popolazioni distanti dalla Capitale di osservare la Festa, favorì la costruzione in tutta la Repubblica di santuari dedicati alla Madonna della Salute, che sono a tutt'oggi numerosissimi, anche in piccoli paesi, e molti di questi santuari sono ancor oggi, come a Venezia, meta di pellegrinaggi il 21 novembre.
Il piatto che celebra la festa è la "Castradina", piatto la cui prima memoria scritta risale al 1173, sotto il Dogado di Sebastiano Ziani nominata nel suo calmiere come "sicce vero carnis de Romania et de Sclavinia".
Il castrato o in in lingua veneta "castrà" era portato nei territori della Repubblica dagli Schiavoni che dettero il nome all'omonima riva vicino a piazza San Marco ed il Tassini, nelle sue Curiosità Veneziane, ci dice che: "Lungo il margine della medesima gli Schiavoni avevano, parte in terra, e parte in acqua, i loro stazii, ove vendevano «bojane» e «castradine".

Quando si evoca la Repubblica Serenissima e quando si parla di civiltà veneta bisogna sempre ricordare che l'elemento fondante e il collante sociale hanno un nome solo: spiritualità cristiana, di tipo mariano e marciano. Il popolo veneto, popolo di San Marco, è cristiano o non esiste nemmeno. E nella sua anima c'è ben radicata l'invocazione alla Vergine che eleva in questo giorno particolare: "SALUS INFIRMORUM ORA PRO NOBIS".

 

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