Storia, Politica

Quando il Veneto fu ceduto all'Italia col Trattato di Vienna

Davide Lovat
Davide Lovat
Politologo e docente Davide Lovat è nato a Feltre il 19 Dicembre 1971, ma da sempre vive a Creazzo vicino a Vicenza. Dopo la maturità scolastica conseguita nel 1990 e l’adempimento dell’obbligo militare di leva di un anno tra l’agosto del 1991 e del 1992 ha cominciato a lavorare e tra il 1993 e la fine del 2009 è stato prima agente immobiliare e poi imprenditore nel settore dell’intermediazione immobiliare. In questo periodo, a partire dal 1999 ha affiancato l’attività lavorativa allo studio e ha conseguito due lauree: la prima è la Laurea Magistrale in Scienze Politiche a indirizzo storico-politico, conseguita a pieni voti presso l’Università di Padova; la seconda è la Laurea in Scienze Religiose presso la Facoltà Teologica del Nord Est. Tra il 2010 e il 2017 è stato insegnante di liceo, dapprima al Liceo Brocchi di Bassano del Grappa e poi per 5 anni al Liceo Quadri di Vicenza. E’ autore di diversi saggi a contenuto teologico, filosofico, storico e politico, ha promosso e diretto la testata Veneto Vogue, tiene corsi e conferenze sul tema dell’autodeterminazione dei popoli, sulla storia e identità culturale e spirituale del popolo dei Veneti, sull’Unione Europea. Dal 2019 promuove lo sviluppo della testata PAGINE VENETE.
3 ottobre 2019 | 1 Minuti di lettura

Il 3 ottobre ricorre la firma del Trattato di Vienna del 1866 con il quale l'Impero Asburgico cedeva il Veneto (di cui il Friuli era l'ottava provincia) e i territori di Mantova in mano alla Francia, affinché passassero al Regno d'Italia nato nel 1861. Puramente formale e farsesco fu il plebiscito del 21-22 ottobre seguenti, dato che già il 19 ottobre la transazione fu completata a Venezia presso l'allora Hotel Europa.
Per noi veneti che avevamo perso la secolare indipendenza repubblicana nel 1797, e poi nel 1848-49 dopo la breve "Repubblica di San Marco", si trattò di passare dalla padella austriaca alla brace italiana che ci avrebbe portato fame, miseria, pellagra, emigrazione, due guerre mondiali combattute sul nostro territorio, razzismo, umiliazioni, spoliazione costante, devastazione del territorio, profanazioni, corruzione, sradicamento e ignoranza del nostro passato....
Gli austriaci rifiutarono di cedere direttamente la nazione veneta agli italiani, poiché nelle battaglie combattute (Custoza e Lissa su tutte) avevano sempre sbaragliato il nemico e solo per la disfatta di Sadowa contro la Prussia, cui l'Italia s'era alleata, furono costretti alla capitolazione.
Napoleone III, regista francese del piano massonico anglo-francese di creazione di uno Stato unitario italiano improntato al laicismo e ai valori illuministici, oppose un rifiuto agli italiani che chiedevano anche Trento e Trieste ed ebbe a commentare così: "Questi italiani sono ben curiosi: perdendo tutte le battaglie hanno ottenuto di annettersi le terre venete e pretendevano anche Trento e Trieste! Immagino che con un altro paio di disfatte non avrebbero esitato a chiedermi anche Parigi" e con questa frase definì perfettamente la natura degli italiani, puntualmente confermata nei tempi a venire....

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