Cultura, Società

Risposta di Fogliata a chi vorrebbe negare l'insegnamento della Storia Veneta a scuola

Renzo Fogliata
Renzo Fogliata
13 agosto 2019 | 2 Minuti di lettura

Davvero sorprendente l'asserto del giovane collega avvocato Bolognini sull'autonomia del Veneto. Provo a sintetizzare: autonomia sì, ma non troppa. E, in particolare, non in materia di "educazione" e scuola.

E perchè mai? È ovvio, secondo il Bolognini pensiero: perchè genera "una visione molto parziale, troppo localista anche della Storia". E meno male che il nostro si era definito non solo liberale, ma persino libertario che, come noto, è concetto di tale espansione della libertà da rasentare l'anarchia. Proprio una bella libertà quella pensata dall'avvocato Bolognini: il Leviatano, lo Stato nazionale, non deve consentire ai popoli che lo compongono di studiare la propria Storia, perchè vi è il pericolo che si sveglino dal sonno e reclamino persino la libertà. A parte la terrificante impostazione autoritaria e liberticida di un simile concetto in generale, se applicato in particolare alla Storia Veneta esso sottende profonde lacune formative. Lo studio della storia della veneta Repubblica è tutt'altro che una visione parziale. Apre anzi una finestra sulla Storia dell'intero mondo occidentale, almeno dai Longobardi (568 d. C ) alla caduta della Repubblica (1797). Mercati e flotte, arte e cultura che hanno inondato l'Europa per secoli. Sistema politico e giudiziario senza pari, governo mite e tollerante, società cosmopolita. Capisco che il nostro si definisca "italianissimo", ma la sola consultazione di un paio di libri gli renderebbe evidente che la visione parziale della Storia è semmai quella che ci confina nelle angustie del c.d. Risorgimento, o che trasforma una guerra di aggressione (la prima mondiale) in una guerra di difesa della Patria, peraltro in un teatro di operazioni del tutto marginale nel contesto europeo; o quella che trasforma in epopee vicende che nella storia europea contano zero, come il tumulto dei ciompi, i vespri siciliani, Fieramosca, Pier Capponi... Una miseria infinita che secondo il nostro sarebbe la visione non parziale. Senza contare, come detto, che siamo nel filone secondo il quale la scuola non è luogo e mezzo di conoscenza e cultura, ma di manipolazione ideologica per "fare gli italiani". Roba di due secoli fa. Se questo è il nuovo che avanza! Se questa è la giovane classe dirigente europea! Comprendo, allora, perchè gli eletti in Catalogna non solo languono in carcere o in esilio per motivi politici (cosa che sembra un incubo nazista) ma non possono sedere nel parlamento UE pur essendo stati eletti. Altro che libertario, giovane collega!

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