Economia, Politica

Salvini, l'untore truce che cura il virus con il virus

Roberto Brazzale
Roberto Brazzale
Avvocato Roberto Brazzale, 56 anni, avvocato, si è laureato in giurisprudenza all'Università di Padova con una tesi di diritto comunitario sulle Organizzazioni Comuni di Mercato nel settore agricolo. E' iscritto all'ordine degli avvocati di Vicenza dal 1997. Rappresenta la settima generazione della famiglia Brazzale, originaria dell’Altopiano di Asiago, la più antica d’Italia nella produzione di burro e formaggi, attiva almeno dal 1784. Ha curato personalmente la nascita e lo sviluppo della Filiera Ecosostenibile Gran Moravia e di tutti i progetti innovativi del gruppo, di cui è anche responsabile affari legali e finanza. Ha creato e cura personalmente lo sviluppo la catena di negozi al dettaglio "La Formaggeria Gran Moravia", che conta 20 negozi e 1,5 milioni di scontrini all'anno tra Repubblica Ceca e Cina. E’ Presidente del c.d.a. della società Florentis holding del gruppo Brazzale e membro del c.d.a. della società Martina s.r.l. che opera attraverso la partecipata brasiliana “Agropecuaria Ouro Branco lt.da” nel settore della carne bovina sostenibile e silvicoltura in Brasile. E’ stato per due mandati membro effettivo del “Forum for a Better Functioning Food Supply Chain” in seno alla Commissione UE; dal 1990 è nel Consiglio di Assolatte - Associazione Italiana dell'Industria Lattiero Casearia, di cui dal 2011 è membro della giunta esecutiva. Ha studiato al Conservatorio di Vicenza organo e composizione organistica con Pio Benedetto Nocilli ed al Conservatorio di Padova composizione con Wolfango dalla Vecchia. E' presidente dell'Ass. Culturale Amici della Musica di Asiago “Fiorella Benetti Brazzale” e del festival internazionale di musica “Asiagofestival”.
12 marzo 2020 | 1 Minuti di lettura


Salvini ha finalmente conquistato il suo agognato trofeo: il deficit, il Covid-19 dello Stato e di tutti noi.

Lo stato di necessità che abbassa le già labili difese immunitarie dello Stato hanno aperto un varco esiziale all'infezione della nuova variante del virus che già ha condotto allo stremo delle forze la povera Repubblica: la spesa pubblica a debito.

La subdola mutazione è avvenuta proprio dove meno te la aspetti, al nord, tra la Brianza e la Madunina, e il nuovo agente d'infezione sembra essere dilagato senza resistenze per tutta la penisola portato da un paziente inconsapevole ma purtroppo assai dinamico.

Da tempo il nuovo untore ci provava, senza gran successo, ad infettare con il suo droplet leoncavallino-keynesiano una Repubblica già in terapia intensiva, intubata da mefistofelici monatti travestiti da angeli.

Ieri l'abbiamo visto gioire dopo aver condotto le sue truppe allineate e coperte all'assalto dei conti pubblici, vittorioso in una battaglia che ne fa presagire molte altre ancora dato che, come diceva il saggio, "superata la pregiudiziale morale, il resto è facile".

Puntare alla condizione sanitaria giapponese del 200% sul PIL, ambita da Salvini senza vergogna, sarà un gioco da paramedici nel quadro clinico di un paziente ridotto allo stremo e, dunque, bisognoso di "terapie di rilancio a deficit" secondo le più accreditate ricette omeopatiche della medicina alternativa più in voga tra gli accademici.

Gli italiani che riusciranno a sopravvivere al virus venuto dalla Cina sviluppandone gli appropriati anticorpi, si troveranno dunque, debilitati come saranno, a dover affrontare la recrudescenza violenta di quel virus tutto italico per il quale nessun vaccino sembra potersi mettere a punto.

Penseranno di essere salvi, si ritroveranno Salvini. La variante "milanès" del virus promette di condurre a quadri patologici del tutto inediti.”

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