Da alcuni giorni sta montando la protesta dei gestori di esercizi pubblici, in particolare bar e ristoranti, costretti a tenere chiuse le loro attività per imposizione governativa, nel quadro della decretazione d’emergenza per l’allarme sanitario in corso.

L’assenza di ristori sufficienti sta causando la morte di molte tra queste attività e per questo motivo alcuni titolari di bar e ristoranti hanno deciso di aprire lo stesso, applicando le norme previste dalla “zona gialla” in vigore fino a qualche settimana fa, per cercare di salvare la fonte di reddito e di sostentamento per la loro famiglia.

L’associazione dei “Liberi imprenditori federalisti europei” si è dimostrata a loro vicina, nel senso davvero concreto del termine, visto che alcuni rappresentanti di Life hanno assistito personalmente alcuni gestori di bar e ristoranti durante la loro azione di disobbedienza civile. Quando sono arrivate le forze dell’ordine per sanzionare i “ribelli”, gli esponenti LIFE sono rimasti a subirne anche le conseguenze amministrative in segno di solidarietà nella lotta.

Geremia Agnoletti, esponente LIFE, dichiara: “I ristoranti e i bar sono stati massacrati dai DPCM del Governo italiano. E non è finita, perché per marzo sono già pronte pile di licenziamenti. Devono continuare – continua Agnoletti -, bisogna esporsi. Questa non è disobbedienza civile, ma ubbidienza alla Costituzione, c’è il diritto al lavoro. Devono farlo tutte le attività perché questa situazione non è sostenibile da tempo! Famiglie indebitate, mutui non pagati, collasso delle partite Iva. Non si possono imporre norme da ‘Ge.Sta.Po. sanitaria’ che portano al fallimento di un’attività e non risarcire pienamente le persone danneggiate. Lo Stato non ha risorse sufficienti? Qui nessuno chiede l’elemosina. Si permetta però almeno di lavorare secondo le norme di sicurezza, perché non è giusto condannare per decreto alla miseria una grande quantità di persone”.

La testimonianza della LIFE evidenzia la necessità di far convivere diritti egualmente importanti come la libertà, garantita dal lavoro, e la salute. La strada delle chiusure indiscriminate sta dimostrando tutta la sua inadeguatezza e la sua intrinseca ingiustizia.