C’è ancora chi ha il coraggio di andare contro corrente e di affermare la coerenza delle proprie convinzioni anche se questo significa andare contro il quieto vivere, il conformismo e l’atteggiamento di chi si lascia trascinare passivamente dalla corrente.

E’ il caso di Daniele Visentin, consigliere comunale di Ponzano Veneto e attivista della formazione indipendentista “Indipendenza Veneta”, che si è rifiutato di dare il suo voto favorevole alla mozione proposta dall’ANCI e discussa nel suo Comune sulla concessione della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto. Le sue motivazioni sono contenute nel testo del suo intervento che volentieri pubblichiamo su Pagine Venete nella sua interezza.

C’è ancora chi ha il coraggio di testimoniare ufficialmente il proprio dissenso al pensiero omologante della retorica tricolore. Lasciamo spazio alle sue parole ufficiali nel comunicato sottostante, tutto da gustare, di cui potete apprezzare anche la versione audio nella bellissima chiacchierata avuta con lui su RADIO SAN MARCO nel link qui di seguito

Consiglio Comunale Ponzano Veneto 8 aprile 2021, intervento Daniele Visentin

Grazie Presidente,
Nel 28 giugno 1914 in Europa abbiamo 2 schieramenti il primo è la Triplice Intesa, composta da Francia, Regno Unito e Russia, la seconda chiamata la Triplice Alleanza, composta da Germania, Austria-Ungheria e Italia.

A Sarajevo ci fu l’attentato con l’uccisione di Francesco Ferdinando erede al trono dell’Impero Austro-Ungarico.

L’impero Austro-Ungarico accusò la Serbia di aver organizzato l’attentato, e gli fece un ultimatum. La Serbia chiese aiuto alla Russia in caso di guerra con l’Austria. Il 25 luglio dopo aver mobilitato l’esercito sul confine austriaco la Serbia dichiara di non accettare l’ultimatum austriaco. In risposta dell’atteggiamento aggressivo della Serbia, l’Austria a sua volta mobilita il suo esercito, la Russia dichiara di non poter rimanere neutrale in merito al destino dell’alleato serbo e schiera a sua volta l’esercitolo nei confronti dell’Impero Austro-Ungarico. Il 28 luglio l’Austria dichiara guerra alla Serbia, la Russia a sua volta dichiara che il giorno seguente avrebbe invaso l’Austria.
Dopo la dichiarazione di guerra della Russia nei confronti dell’Austria, la Germania intervenne militarmente facendo partire il meccanismo della Triplice Alleanza.
La dichiarazione di guerra della Germania innesca automaticamente Francia e Gran Bretagna a entrare in guerra in quanto membri della Triplice Intesa.
La guerra esplode e l’Italia si dichiara neutrale e continuerà a trattare con entrambi gli schieramenti fino al 26 aprile 1915, quando fu firmato il Patto di Londra.
L’Italia, entra in guerra contro l’Austria che aveva già 2 fronti aperti, il confine italiano doveva essere un luogo sicuro in quanto l’Italia faceva parte della Triplice Alleanza, invece l’Italia tradì il patto e provò a invadere l’Austria, con un effetto disastroso, dovuto all’incapacità strategica e militare.
Ora cito le memorie dell’allora Capo di stato maggiore dell’Esercito Italiano Luigi Cadorna: “Per attacco brillante si calcola quanti uomini la mitragliatrice può abbattere e si lancia all’attacco un numero di uomini superiore, qualcuno giungerà alla mitragliatrice”. “Le sole munizioni che non mi mancano solo gli uomini”. “Il superiore al Sacro potere di passare immediatamente per le armi i vigliacchi”. “Chi tenti di arrendersi e di retrocedere, sarà raggiunto prima che si infami della giustizia sommaria del piombo delle linee retrostanti e da quella dei Carabinieri incaricati di vigilare alle spalle delle truppe, sempre quando non sia freddato da quello dell’ufficiale”.

Gli storici stranieri come il dottor David Stevenson, che nel proprio libro with our backs to the wall, definisce il Cadorna nei seguenti termini “Luigi Cadorna si è guadagnato l’obbrobrio di uno dei comandanti più insensibili e dei più incompetenti della Prima Guerra Mondiale, il suo successore Armando Diaz si è rivelato essere un gradito contrasto”.

Conoscendo la storia e sapendo bene che la storia è scritta da chi vince le guerre, mi sento in dovere di fare una profonda riflessione, rispettosa e il più oggettiva possibile su quello che ad oggi abbiamo all’ordine del giorno.
L’Italia mandò in guerra i “ragazzi del ’99” minorenni portati a morire nelle trincee, non per difendere la Patria, perché nessuno l’aveva invasa, ma mandati a morire per dei domini territoriali, e soprattutto perché nel 1914 esisteva l’Italia ma non esistevano gli italiani, gli italiani sono stati forgiati col sangue durante la prima guerra mondiale.

Ora siamo qui a votare per dare o meno la cittadinanza al Milite Ignoto che combatté questa folle guerra, dopo 100 anni lo Stato ancora utilizza il sangue dei suoi cittadini per inculcare il senso di unità nazionale che non c’era allora e non c’è oggi. Potrei far finta di non sapere, potrei far finta di non capire, potrei tacere, ma preferisco la verità alle bugie, per quanto fastidiosa e dolorosa possa essere. Io pregherò per tutte le persone che lo stato ha mandato al macello e che ancora oggi le strumentalizza per un senso di unità nazionale.

Chiedo al Presidente e al Segretario di inserire negli atti che il Consigliere Daniele Visentin abbandona l’assemblea volutamente per non votare questo punto all’ordine del giorno.