di CARLO LOTTIERI

C’è da rimanere disorientati dal dibattito delle ultime ore in tema di coprifuoco. All’interno del governo, infatti, vi sarebbe stato un conflitto tra coloro che intendevano mantenere le cose intatte (seguitando a impedire agli italiani di uscire di casa dopo le 22) e quanti, invece, pensavano che si dovesse fare iniziare questa reclusione alle 23. Alla fine hanno prevalso i primi e, di conseguenza, tutto resterà com’era.

Un punto va però evidenziato: il coprifuoco viola diritti fondamentali. Ognuno dovrebbe sempre avere la facoltà di lasciare l’abitazione, sottraendosi a una forma ingiustificata di reclusione. Un divieto si giustifica dinanzi a un’offesa o una minaccia nei riguardi degli altri, ma non si capisce per quale ragione si possa uscire di casa alle 21 e non alle 24. Si potrebbe ipotizzare, poiché è stato inserito tra le misure adottate per contrastare il Covid 19, che il coprifuoco possa servire a evitare il diffondersi dell’epidemia. Ovviamente non è così.

Non soltanto è evidente che muoversi per strada non comporta un rischio di diffusione del virus, ma se questo è vero di giorno (quando qualcuno effettivamente si può incontrare) lo è ancor di più di notte, con strade e piazze deserte. Va detto che gli stessi difensori di questa misura liberticida sono stati spesso espliciti. Poiché non si può seriamente sostenere – specie dopo avere chiuso bar, ritrovi e ristoranti – che una soluzione come il coprifuoco abbia un effetto di contrasto al virus, essi hanno affermato che questa restrizione servirebbe a “drammatizzare” le cose. La tesi, in altri termini, è che il suo scopo è ammaestrare gli italiani. Il coprifuoco non è allora una misura contro il Covid 19: è un messaggio.

Nostri diritti fondamentali sono stati quindi confiscati perché quanti ci governano non si preoccupano tanto di porci nelle condizioni migliori per curarci e vaccinarci, quanto invece vogliono farci ben capire che la situazione sarebbe critica. Tutto questo è puro paternalismo, dal momento che la reiterazione del coprifuoco (e poco importa se a partire dalle 22 o dalle 23…) attesta senza equivoci che la classe politica ci considera in uno stato di minorità e legittima il proprio dominio su di noi a partire da qui. Questo atteggiamento è offensivo e umiliante, perché è inaccettabile essere imprigionati in casa anche senza avere commesso alcun crimine.

E d’altra parte che il coprifuoco sia ingiustificato è davvero chiaro ai più: tanto è vero che non solo le forze dell’ordine raramente in questi mesi hanno fermato chi se ne tornava a casa da solo a mezzanotte, ma il tribunale di Reggio Emilia ha deciso che i cittadini non dovranno pagare. Ci si rende conto che si tratta di una proibizione senza fondamento, e come non ne coglie la ratio il normale cittadino, non la coglie neppure il vigile o il magistrato. La questione può apparire di poco conto, ma non lo è. In effetti, accettando passivamente il coprifuoco ci siamo abituati a perdere libertà fondamentali anche senza un motivo. Giorno dopo giorno, stiamo imparando a vivere entro una condizione di progressiva sospensione dei nostri diritti; e qualcuno potrebbe anche approfittarne.

(ARTICOLO PUBBLICATO SU “La Provincia” il 22 aprile 2021)