Da lunedì 15 marzo 2021 lo Stato italiano ha imposto anche ai territori veneti sottoposti alla sua giurisdizione la chiusura di asili e scuole primarie con l’adozione della pratica della DAD (Didattica A Distanza). Questo nonostante la situazione ospedaliera della Regione Veneto non sia assolutamente sotto stress, secondo i dati ufficiali, rendendo incomprensibile la decisione.

La DAD è già gravemente penalizzante per la docenza a livello universitario, dal punto di vista della possibilità di insegnare con efficacia senza il rapporto umano necessario al trasferimento della conoscenza che è un fatto eminentemente di relazione; essa è perfino dannosa dal punto di vista della socializzazione per i ragazzi adolescenti che non perdono solo sotto il profilo dell’insegnamento, ma vengono privati di uno dei bisogni fondamentali della loro età di transizione dall’infanzia all’età adulta, ovvero quello di condividere con i loro pari i sentimenti e i turbamenti di quella fase delicata della vita. Ma nei confronti dei bambini essa è autentica violenza, nonostante la mansuetudine da agnellini dei piccoli che solo chi non ha assistito a una lezione davanti al PC in queste condizioni può non conoscere e, per essa, non provare un moto di rivolta verso la cattiveria a cui sono sottomessi da uno Stato crudele, erodiano e vigliacco.

Proprio perché padri e madri di queste vittime innocenti, mossi dal dolore che solo avendo avuto cura quotidianamente dei piccoli dal giorno in cui sono nati si può comprendere, un gruppo di genitori di Gambugliano, in provincia di Vicenza, ha deciso di compiere una manifestazione singolare: martedì 16 marzo tappezzeranno la scuola primaria con cartelli e manifesti riportanti la scritta “la Mia scuola deve riaprire”.

“Mia”, scritto in maiuscolo. Non dello Stato. Lo Stato deve garantire l’istruzione e le condizioni per erogarla, non avere il monopolio dell’istruzione, altrimenti diventa uno Stato totalitario. L’istruzione è trasferimento della conoscenza dalle generazioni precedenti a quelle successive, è un bene dell’umanità e non un bene dello Stato.

In questa emergenza sanitaria lo Stato italiano – a cui noi veneti siamo disgraziatamente sottomessi per fatti sfortunati accaduti ormai due secoli fa – ha palesato la vocazione totalitaria già emersa nel secolo scorso e continuamente riemergente. In più ha rivelato il suo declino spirituale definitivo, dovuto a una causa sostanziale: in Italia si odiano i bambini. Non è un caso che sia il Paese al mondo col più basso tasso di natalità, non è un caso che la categoria più penalizzata nell’anno “pandemico” appena trascorso siano stati i piccini, con la chiusura di tutte le strutture ricreative, delle scuole, con addirittura la discriminazione rispetto ai cani.

Chi può dimenticare che durante il lockdown della primavera 2020 era consentito portare il cane a pisciare e non era consentito andare in passeggiata con un bambino per mano? Solo dei vecchi egoisti possono dimenticarlo.

Solo uno Stato dove prevale la volontà di vecchi materialisti senza speranza, che credono sia giusto chiudere tutti in casa per paura di un contagio che potrebbe anticipare di due o tre anni l’inevitabile appuntamento con la fossa, può arrivare a violentare un’intera generazione, negandole il diritto di andare a scuola per colpa di un virus che verso i bambini si è rivelato innocuo.

L’iniziativa dei genitori di Gambugliano è lodevole e si spera che sia solo la prima di una serie o che, in alternativa, l’urlo di dolore causato dal vedere degli agnellini mentre vengono macellati dalla cattiveria di uno Stato non più democratico e sempre più autoritario si elevi al punto da far rientrare il provvedimento che impone la DAD anche per le scuole primarie.

Queste righe sono scritte mentre nell’altra stanza un piccino di 6 anni è davanti al tablet, dal quale escono voci come pigolii di pulcini e belati di agnellini che imparano a leggere e a fare i conti, buoni, indifesi, disponibili. L’onore che va reso alle maestre non basta a colmare il senso di rabbia funesta che sale dalle viscere.

Un ringraziamento va dato ai genitori dei bambini della scuola primaria di Gambugliano, mentre un profondo biasimo va a chi ancora pensa che la tutela dei vecchi vada garantita a discapito dei piccini. E’ contro natura, è ora di finirla e di cambiare sistema. Una società dove i vecchi divorano i bambini è finita.