di DANIELA BALDORIA

Il puzzle è completo.
Ignoranza, sottomissione volontaria, revisionismo storico, informazione manomessa, mancanza di fede e nessun valore.
Penso al film “Idiocracy”. Dipinge perfettamente come saremo una volta che gli obiettivi saranno raggiunti. Quoziente intellettivo ridotto all’osso, nessuna istruzione (almeno non per la plebe), incapaci di esprimerci se non tramite versi, grugniti e rutti.
Cavernicoli in blue jeans e con il cellulare.
Concentrati solo sui bisogni primari e pronti a picchiarsi per questi.
Ma aggiungo qualche dettaglio ipotizzato fa me al quadretto: tutti marchiati come bestiame (con un bel chip). Nessun accesso ai testi di storia per impedire di conoscere come era il mondo un tempo, quando l’uomo fu in grado di elevarsi e di creare meravigliose, e soprattutto di autodeterminarsi, di alzare la testa. Ognuno sarà in grado di percepire sé stesso soltanto come un animale, nulla più.
Misere vite spese a soddisfare bisogni corporali senza senza spazio per l’intelletto né percezione dello spirito.
E se difettati, o troppo vecchi, eliminati come  scarti.
Tutto a piccoli passi porta verso la fine di quell’umanità che pur con errori diede vita a meravigliose civiltà: innanzitutto la priorità data agli impulsi di qualsiasi natura. Sia chiaro che non sono una bigotta chiusa ma mettere gli istinti animali in cima alla lista dei valori ci rende sempre più simili a degli animali. L’uomo è molto, molto di più.
Poi la progressiva cancellazione della storia: siamo passati dal revisionismo storico di stampo giacobino che diede una versione della storia alquanto discutibile, quando non completamente ribaltata, alla perdita di importanza dell’insegnamento della storia nelle scuole, alla distruzione di statue e monumenti in nome del politically correct, alla prossima probabile cancellazione totale della storia che sarà possibile grazie alla digitalizzazione totale dell’informazione.
La sottomissione è stata possibile mettendo in pratica un “dividi et impera” attuato in modo molto subdoli, alcuni voluti altri forse no, soprattutto grazie alla tecnologia che ci allontana e ci fa pensare che “basta un post” e non serve scendere in piazza, alla creazione di falsi nemici esterni da temere, ad un tipo di urbanizzazione che rende impossibile il naturale formarsi delle comunità (le corti sono un “pericolosissimo” potenziale focolare rispetto ai condomini dove tutti restano perfetti sconosciuti chiusi nelle loro quattro mura). Per non parlare dell’assistenzialismo che ci fa percepire lo stato come un papà, seppur odioso, a cui non possiamo ribellarci perché in fondo “si prende cura di noi”.
Parliamo infine della fede. Che tu sia credente o ateo non importa, non puoi negare che negli ultimi 2000 anni le imprese più riuscite sono state trainate dalla fede. La fede ti fa andare oltre ai tuoi interessi personali e ti spinge a lottare fino all’ultima goccia di sangue per cause giuste, per la libertà del tuo popolo, per allontanare il nemico. Ben lo sapevano i francesi che, per sottomettere i popoli conquistati, chiusero le chiese, ne distrussero e saccheggiarono altre, uccisero i preti e cercarono di imporre l’ateismo.
Come disse Gmork nella Storia Infinita “Perché è più facile dominare chi non crede in niente. Ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere.”
Se poi il mondo è popolato di bestioline che sanno solo grugnire, il tutto è ancora più semplice.