Il Pactum Lotharii è un accordo stipulato il 23 febbraio 840 tra Venezia e il Sacro Romano Impero, durante i rispettivi governi di Pietro Tradonico e di Lotario I.
Esso è di grande importanza storica perché rappresenta il primo “atto internazionale” – per usare un lessico attuale applicato a una realtà del passato del tutto diversa – compiuto in piena autonomia dal Dogado di Venezia rispetto all’Impero Romano d’Oriente di cui, formalmente, era vassallo (con il titolo di “Ipato”).
Appena diventato Imperatore del Sacro Romano Impero, Lotario I (figlio di Ludovico il Pio e nipote di Carlo Magno) rinnovò gli accordi di pace con l’Impero Romano d’Oriente per confermare i confini tra i rispettivi possedimenti nella Venetia, ma stipulò la pace direttamente con il Doge Pietro Tradonico che, pertanto, si mosse in piena autonomia da Costantinopoli.
Fu il primo passo per l’emancipazione della “Republica Serenissima” dall’Impero Romano d’Oriente, un procedimento che si compì in varie tappe e che richiese altri due secoli per dirsi completo, ma che proprio nel “Pactum Lotharii” ebbe l’inizio ufficiale.
Nella mappa annessa al presente articolo sono indicati i confini sanciti dall’accordo che evidenzia quale fosse l’estensione del Dogado, ovvero del nucleo di quella che sarà poi la Repubblica Serenissima di Venezia composta da 3 entità distinte e congiunte: il “Dogado” appunto, lo “Stato da Mar” che si formerà a partire dall’anno 1002 con la presa delle coste dalmate, e lo “Stato da Tera” che avrà origine nel 1404, quando ai possedimenti di Motta di Livenza e di Treviso iniziarono ad aggiungersi progressivamente tutti i territori dell’entroterra veneto.
Per completare l’informazione sul processo d’emancipazione di Venezia dall’Impero Romano, va detto che Venezia divenne indipendente “de facto” nel 1002, quando l’Imperatore del SRI Enrico II riconobbe al Doge Pietro II Orseolo la signoria sul litorale veneto (il “Dogado”), sull’Istria e sulla Dalmazia, mentre divenne indipendente anche “de iure” quando lo scisma d’Oriente del 1054 pose Costantinopoli fuori dalla comunione cattolica e, dunque, tolse all’Imperatore dei Romei (così erano chiamati all’epoca i “bizantini”) l’autorità morale su Venezia, fieramente cattolica. Nel 1082, con la “Crisobolla”, l’Imperatore di Costantinopoli Alessio I Comneno riconobbe l’indipendenza della “Republica Serenissima” attribuendo al Doge Vitale Falier il titolo simbolico di “Protosebasto” (“primo augusto”) e rinunciando a ogni pretesa sui territori sotto giurisdizione veneziana.
(Nel ritratto sotto, il Doge Pietro Tradonico)
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