In un periodo in cui si parla quasi solo di virus vale la pena dare un motivo d’orgoglio ai veneti, riscoprendo la figura di Girolamo Fracastoro, nato a Verona tra il 1476 e il 1478 (data incerta) e morto ad Affi il 6 agosto 1553.

La ragione della fama di Fracastoro per i contemporanei fu la sua grande erudizione che lo portò a cimentarsi con filosofia, astronomia (fu amico e collega di Copernico), letteratura, logica che insegnò all’Università di Padova, geografia e soprattutto medicina, la materia che lo rese immortale per la ragione che diremo tra poco e che lo portò anche ad essere l’archiatra del papa Paolo III, cioè il suo medico personale.

E’ considerato come uno dei più grandi medici di sempre, al punto che gli è stato dedicato un cratere lunare che porta il suo nome.

Viene considerato come uno dei fondatori della patologia moderna e, motivo per cui è così attuale la sua memoria, fu il primo scienziato a ipotizzare che le infezioni fossero dovute a germi portatori di malattia, capaci di moltiplicarsi nell’organismo che li ospita e di contagiare altri individui diffondendosi tramite la respirazione, per via aerea, oppure per contatto materiale. I suoi studi si concentrarono sul “mal francese” che trattò nel libro “Syphilis sive de morbo gallico” (Sifilide o mal francese) in virtù del quale entrò in uso il termine “sifilide” per definire la nota malattia venerea; compose inoltre il fondamentale “De contagione et contagiosis morbis” del 1546, uno dei capisaldi della patologia moderna.

Come astronomo fece importanti studi sulle comete e concepì lo strumento che poi fu realizzato da Galileo molti decenni dopo, il cannocchiale.

Una simpatica leggenda sul Fracastoro fa parte della storia popolare veronese. Una sua statua  è posta su un arco alla fine di via Fogge, che da nord si innesta in Piazza dei Signori (comunemente detta anche Piazza Dante). La statua rappresenta la sua figura intera con in mano il mondo, che il popolo del tempo ha ribattezzato la bala de Fracastoro. In quella strada vi era il passaggio per il vecchio tribunale da parte di giudici e avvocati ed era vicina a tutti i palazzi del potere di quel tempo. La bala è legata ad una profezia: cadrà sulla testa del primo galantuomo che passerà sotto. Finora non è mai successo. Il popolo di Verona usava questa storia per sbeffeggiare gli uomini del potere.

Nell’immagine sotto, la statua a Verona; l’immagine in alto è un ritratto del Fracastoro attribuito a Tiziano e conservato a Londra.