Se lo spirito veneto fatto di valori come il lavoro, la disponibilità alla fatica, il commercio, la determinazione contro le intemperie e gli ostacoli materiali, il sacrificio per la famiglia, potesse materializzarsi in una strada, probabilmente lo farebbe nella singolare “Calà del Sasso” che collega Valstagna, in riva a “la Brenta” in Valsugana, con la piccola frazione di Sasso sull’Altopiano dei 7 Comuni.

Nel 1300 gli scambi commerciali erano ancora difficoltosi: la pianura era ancora suddivisa politicamente fra le diverse Signorie sottoposte alla giurisdizione del Sacro Romano Impero e aveva fame di legname che lungo il fiume fluitava fino a Bassano, fino a Padova, fino alla Repubblica di Venezia ancora circoscritta territorialmente al “Dogado” sul litorale, se si eccettua Motta di Livenza che fu Serenissima già dal 1291; l’altopiano abbisognava invece di sabbia, sale e farina che venivano comprati a valle e riportati lungo i 7 km di gradini in salita, sulla schiena, dai boscaioli di Asiago e dei Comuni circostanti. Per Valstagna, situata in posizione strategica a metà della “Bassa Valsugana”, il taglio e la discesa dei tronchi a valle (la cosiddetta “menada”) erano l’unica fonte di reddito.

Correva l’anno 1398 quando, nel periodo della breve signoria sui territori veneti di Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano,fu resa percorribile la valle del Sasso, che costituiva la via più breve per scendere nel Canale dall’Altopiano di Asiago.
Ne risultò una lunghissima scalinata, scavata nella roccia, che superava i settecentocinquanta metri di dislivello della valle con 4444 gradini di pietra, fiancheggiati da una canaletta selciata concava per la quale venivano divallati i tronchi.

Quando la malattia spense la vita di Gian Galeazzo Visconti, il vuoto di potere generò un clima di guerra che indusse Venezia ad intervenire (1404) e a dar vita all’unificazione sotto la giurisdizione della Repubblica Serenissima di tutto l’entroterra che, assommandosi al “Dogado” e allo “Stato da Mar”, divenne lo “Stato da Tera” (1405) ovvero una delle 3 componenti statali della unica Repubblica Serenissima di Venezia, destinata a durare fino al 1797. Con la Repubblica, la Calà del Sasso venne migliorata e assiduamente impiegata per il trasporto del prezioso legname destinato all’Arsenale per la costruzione di navi. Venezia in seguito assegnò a Valstagna la concessione per la coltivazione del tabacco che introdusse una nuova e preziosa fonte di reddito, seppur al prezzo di un faticoso lavoro di terrazzamento degli impervi crinali scoscesi situati sulla parte destra del fiume, tuttora fonte di ammirazione per l’osservatore attento e capace di capire quella realtà fatta di lavoro, di sudore e di convivenza con un fiume amico e transitabile quando è calmo, ma temibile e perfino tremendo in occasione delle proverbiali “brentane”.

La struttura a gradoni della Calà (calata, discesa) del Sasso, con canaletta sul fianco, fu ideata per permettere un percorso più agevole durante il trasporto dei pesanti tronchi d’albero: i gradoni evitano infatti il pericolo di scivolamento in caso di maltempo o con la neve e il ghiaccio, non infrequente d’inverno soprattutto sulla parte alta del percorso. La canaletta sul fianco non solo permetteva di far scivolare il tronco ma consentiva anche la svolta nelle strette curve o tornanti che caratterizzano la Calà.

La strada perse d’importanza con la realizzazione della rotabile Strada del Costo (1850) e della prima ferrovia che collegava Piovene Rocchette con Asiago (1909), cadendo in disuso e deperendo. Recentemente è stata tuttavia ampiamente recuperata nella struttura e resa tutta percorribile, grazie all’attività di promozione del territorio svolta da associazioni ed enti locali che ne promuovono la fruizione nella stagione estiva, con passeggiate organizzate ed eventi culturali.

Itinerario per la Calà del Sasso - Altopiano di Asiago