In data 28 maggio 2021 è stato aperto il tratto Bassano Ovest-Montebelluna della Strada Pedemontana Veneta, una grande opera molto controversa che consegna un importante incremento dell’offerta stradale nei territori veneti sottomessi alla giurisdizione della Repubblica Italiana.

La strada offre la possibilità di collegare una zona altamente produttiva alle grandi arterie già esistenti, sopperendo alla penalizzazione viaria cui finora era sottoposta. L’intera opera ha un notevolissimo impatto ambientale e negarlo è da stupidi in malafede, ma dal momento che il gioco è fatto bisogna cercare di vedere anche i benefici che, sempre se non si è stupidi, vanno riconosciuti. Da oggi il tragitto da Verona o da Rovigo a Belluno, oppure da Pordenone a Vicenza, è di gran lunga più breve, più facile e più rilassante, cosa che può dare immensi benefici se verrà rimosso l’ostacolo attualmente esistente: il prezzo esoso, oltre il limite della follia, che grava sulla fruizione dell’opera.

Infatti percorrere per un’ora la Pedemontana, che è lunga complessivamente poco meno di 100 km, costa come un’ora su un campo da tennis e sinceramente è fuori dalla portata di molti per un uso assiduo. Dimezzare il prezzo avrebbe sicuramente l’effetto di produrre più del raddoppio delle utenze, generando matematicamente un profitto rispetto alla situazione attuale che non è stata ben valutata in rapporto all’attuale costo della vita o al reddito della classe media.

Pertanto, dovendo per buon senso guardare ai lati positivi del compimento di un’opera che poteva anche non venire realizzata, va auspicato che chi ha il potere di intervenire sui prezzi capisca che una strada così importante per il suo impatto, nel bene e nel male, deve essere utilizzata al massimo delle sue potenzialità e per farlo, valutando il rapporto costi/benefici con intelligenza, i prezzi da 10 Euro circa all’ora vanno decisamente ridimensionati.

Detto questo, prendiamo atto della sopraggiunta centralità economica di Bassano, Castelfranco, Cittadella e Asolo, cittadine splendide che finora erano centrali solo geograficamente e che da adesso acquistano in potenzialità quello che le loro caratteristiche meritano di veder debitamente valorizzate.